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SUMMARY:PORPORA - Rito sonoro per cielo e terra
DESCRIPTION:TEATRO SOCIALE BERGAMO – Spettacolo presentato in collaborazione con BERGAMO JAZZ FESTIVAL \nmusiche composte ed eseguite dal vivo da Stefano Battaglia\ncon Stefano Battaglia e Mariangela Gualtieri \n«Porpora: come intendevano greci e latini che parlavano di mare porpora\, di onde\, di neve o di cigno porpora\, ad indicare il punto in cui un colore è più vibrante\, più scintillante. Porpora nasce dall’urgenza di cantare i colori\, accogliendoli come potenze\, come forze acustiche: è qui\, nella partitura di Stefano Battaglia\, che il mio verso ha trovato una nuova vita sonora\, ed è qui che è nato semplice e felice\, l’incontro. La cattedrale di silenzio che la poesia porta in sé\, apre questa volta le sue porte ad una scrittura sonora che amo. Guidati dal nostro regista ci teniamo sospesi\, tesi\, in agguato\, in quelle acrobazie dell’udire che portano il mondo dentro\, fino al fondo. Che portano il dentro al mondo\, fino all’orlo\, dove spazio e tempo si accucciano e lasciano per un istante intuire ciò a cui poesia\, musica e silenzio\, in fine\, conducono». \n  \nhttp://www.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2017/06/Programma-STAGIONI-17-18.pdf
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SUMMARY:AMORE
DESCRIPTION:TEATRO SOCIALE BERGAMO – Dramma \ndi Spiro Scimone\nregia Francesco Sframeli \nIn scena due coppie – il vecchietto e la vecchietta\, il comandante e il pompiere – che si muovono tra le tombe di un simbolico cimitero rappresentando le tenere e insieme crudeli attività del quotidiano\, a partire dai più semplici gesti familiari. La scena di Lino Fiorito è composta da due tombe\, a due piazze. Il tempo è sospeso e\, forse\, stanno tutti prendendo parte all’ultimo giorno della loro vita. Entrambe le coppie si abbandonano al flusso delle memorie\, creando un universo parallelo abitato da frammenti di vita in comune\, rimpianti\, giocose affettuosità\, dimenticanze e amari sorrisi. Quattro vite al tramonto alla prova del tempo e dei ricordi\, che non tornano più. E l’Amore è una condizione estrema e\, forse\, eterna.\nCon Amore\, la compagnia Scimone Sframeli prosegue sul percorso drammaturgico ai bordi dell’umanità\, all’interno di non luoghi\, dove i personaggi non hanno nome e sono “tutti vecchietti”. Un altro tassello della loro ricerca “verso l’essenza del teatro\, non perdendo mai il legame fra gli attori\, il testo e il pubblico”. \n  \nhttp://www.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2017/06/Programma-STAGIONI-17-18.pdf
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SUMMARY:LA PRINCIPESSA DELLA CZARDA
DESCRIPTION:CREBERG TEATRO BERGAMO – Operetta \nPresentata al Teatro Johann Strauss di Vienna il 13 novembre 1915\, proprio nei giorni dell’assassinio di Sarajevo e dello scoppio della prima guerra mondiale\, La Principessa della Czarda ottenne uno dei più grandi successi della storia dell’operetta (successo che si è rinnovato intatto fino ai nostri giorni). Il libretto si rifà alla tipica atmosfera del crepuscolo dell’Impero Asburgico\, ispirandosi alle più frequenti conversazioni da salotto e all’argomento più popolare in quell’epoca: quello dei matrimoni impossibili tra rampolli dell’aristocrazia viennese e belle ed affascinanti primedonne del varietà.\nIl giovane principe di Lyppert-Weylersheim\, Edvino\, trascorre le sue serate in un celebre locale notturno di Budapest\, l’Orpheum. Qui si innamora di Sylva\, diva del momento. Purtroppo il suo romanzo d’amore è destinato a durare poco. Infatti suo padre\, contrario a questo legame\, ha preparato per il figlio un fidanzamento ufficiale con la contessina Stasi. Ma Sylva ed Edvino si amano profondamente e\, prima di lasciarsi\, il principe stipula un contratto di nozze col quale promette di sposarla entro otto settimane… \n  \nhttp://www.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2017/06/Programma-STAGIONI-17-18.pdf
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SUMMARY:LIRETA  - A chi viene dal mare
DESCRIPTION:TEATRO SOCIALE BERGAMO – Dramma \ndal diario di Lireta Katiaj e altri milioni di diari mai scritti\ndrammaturgia e regia Mario Perrotta\ncon Paola Roscioli \nAlbania.\nC’è una donna\, Lireta si chiama. C’è una donna che guarda oltremare cercando un brandello d’Italia\, anche solo una luce. Una luce di Puglia che illumina i sogni di là\, nella terra dell’alba. C’è un gommone che parte e la donna si sta in mezzo agli altri sul mare\, cercando d’Italia e di luci. Tra le braccia ha una bimba che\, neanche tre mesi di vita e si trova sull’onda\, nel nero di un cielo senza luna. L’hanno detto alla donna\, alla bimba e a tutti gli altri lì sul gommone: “Se arriva la guardia costiera d’Italia buttatevi in acqua!” L’hanno detto anche all’uomo\, compagno alla donna che si sta anche lui sul gommone. Ogni onda che arriva\, il mare s’ingrossa più ancora. E più forte è il terrore di perdersi la bambina dalle mani. Ogni volo sull’onda\, precede uno schianto sull’acqua arrabbiata e ogni schianto è un ricordo. Ricordo di un padre con l’alcool e la mano facile\, un padre che serra i figli sotto chiave mentre picchia la moglie. Ma Lireta non cede. Ogni volta\, disperata\, tenta una difesa di quella madre così remissiva\, una difesa qualunque gridando\, sbattendo\, ma senza risposta. Ricordo di un matrimonio con chissà chi\, matrimonio combinato tra famiglie\, senza che lei possa dire parola. Ma Lireta non cede. Rifiuta. Tutto rifiuta: l’uomo\, il matrimonio\, e anche la famiglia. Ricordo di un fuga da casa e di un innamoramento\, “che io” le diceva lui “se mi ami ti porto in Italia”.\nRicordo di una casa vicino al mare\, ancora una volta serrata a chiave aspettando che la portassero\, insieme alle altre\, sulle strade d’Italia\, “che io se mi ami ti porto in Italia”\, dicevano anche gli aguzzini delle altre. Ma Lireta non cede. E scappa. Ma uno di loro\, un aguzzino\, la insegue per giorni\, la prende\, la guarda negli occhi e le dice “ti amo”: anche lui\, come l’altro\, le dice “ti amo”. E nasce una bimba. Ricordo di quando con lui e con la bimba in braccio\, decidono di prendere quel gommone che adesso aggredisce le vette del mare\, enormi\, ringhianti\, che ogni volta che sei sulla cima butti l’occhio lontano sperando una luce di Puglia. E Lireta non cede e si serra più forte la bimba sul petto. Ricordo di un volo\, a qualche metro dalla costa del Salento\, un volo verso l’acqua spinti giù dal Caronte che guida il gommone. Ed è qui che tutto si sospende: vola Lireta\, vola il compagno e vola la bimba di soli tre mesi e un’intera esistenza passa davanti agli occhi\, in quel tempo infinito passato per aria – sospesi – prima del contatto con quel mare che è morte\, che è vita nuova… \n  \nhttp://www.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2017/06/Programma-STAGIONI-17-18.pdf
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SUMMARY:RIVELAZIONE - Sette meditazioni intorno a Giorgione
DESCRIPTION:TEATRO SOCIALE BERGAMO – Dramma \nNell’impossibilità di tracciare una biografia di Giorgione\, un narratore\, di fronte a due schermi\, racconta\, per mezzo di parole\, documenti\, versi poetici ed immagini delle opere del pittore di Castelfranco\, frammenti della Venezia a cavallo tra XV e XVI secolo. Giorgione è una delle figure più enigmatiche della storia dell’arte. Cercare di metterlo a fuoco è come osservare la costellazione delle sette sorelle\, le Pleiadi: riesce meglio se uno non la fissa direttamente. Questo ha cercato di fare Anagoor con la complicità di Laura Curino: narrare Giorgione attraverso gli occhi di chi lo frequenta fin dall’infanzia e lo rivela per storie concentriche all’ospite stupefatto. In questa sorta di lezione d’arte\, poetica\, sono raccontati l’artista\, il suo tempo\, il respiro delle opere\, il clima che le pervade. Rivelazione è la condivisione sincera di una ricerca. «Volgiamo lo sguardo verso questa ideale costellazione. Per ciascun astro una meditazione. Silenzio\, natura umana\, desiderio\, giustizia\, battaglia\, diluvio e tempo sono i temi che nutrono le sette contemplazioni di altrettante opere di Giorgione: la Pala\, i Ritratti\, la Venere Dormiente\, la Giuditta\, i Tre Filosofi\, la\nTempesta\, il Fregio» \n  \nhttp://www.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2017/06/Programma-STAGIONI-17-18.pdf
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